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(CANOA) Storica Idem,sarà a Pechino
Parteciperà alla sua settima Olimpiade
13/08/2007 (tgcom.it) - Quella di Pechino, conquistata grazie all'ottavo posto nella gara del K1 500 ai mondiali di Duisburg, sarà la settima Olimpiade per Josefa Idem, la 42enne canoista tedesca che veste la maglia azzurra. Una carriera che le ha riservato un oro (a Sydney nel 2000), un argento e due bronzi ai Giochi. Quella cinese sarà la sua quinta Olimpiade azzurra, dopo che a Los Angeles e Seoul aveva gareggiato per la Germania.
Quando si dice: entrare nel gotha di una disciplina sportiva. Josefa Idem l'ha fatto nelle acque increspate di Duisburg, su un campo di regata che avrebbe potuto chiamare 'casa' se non avesse fatto una scelta di vita radicale, quella che dalla sua Germania l'ha portata in Italia. Un'adozione in piena regola, anche dal punto di vista della canoa, il suo lavoro e la sua passione. Il 23 settembre compirà 43 anni, la mamma più veloce al mondo quando si tratta di volare sul pelo dell'acqua stringendo e roteando una pagaia, ma l'entusiasmo è lo stesso di quando il Bel Paese era solo un luogo di villeggiatura e non la sua patria. Nel 1992, dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Los Angeles e Seoul con la spedizione tedesca, l'atleta nativa di Goch disputò la prima edizione dei Giochi con la maglia azzurra, partendo tra le favorite e chiudendo ai piedi del podio. In seguito non fallì più: un bronzo ad Atlanta, il sospirato oro a Sydney e l'argento di Atene. Tutte medaglie conquistate nel K1 500m, la sua specialità, quella nella quale gareggerà anche a Pechino.
La settima Olimpiade della carriera non è più un obiettivo, ma una realtà. Merito dell'ottavo posto nella kermesse iridata in acque tedesche e di una determinazione davvero incredibile, che ha fatto innamorare l'Italia sportiva di questa super mamma dagli occhi di ghiaccio e i capelli color dell'oro. E pensare che con l'arrivo di Jonas, nel 2003, la canoista italiana più titolata aveva pensato di smettere, anche se solo per un momento. Poi, il richiamo delle gare è stato troppo forte e, nonostante i suoi 40 anni, appena quindici mesi dopo il parto colse l'exploit di Atene, già ricordato. A Pechino sarà dura, durissima, ma già il fatto di poter contare sette esperienze olimpiche è un risultato che ripaga gli sforzi di un'atleta dal cuore grande e dalla classe purissima.
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